Quanta acqua dobbiamo bere?

Mantenere la corretta idratazione dell’organismo è importante per la salute tanto quanto una corretta alimentazione. Non a caso infatti, alla base della Piramide Alimentare Italiana troviamo l’attività fisica e per l’appunto l’acqua. Ma quanta acqua dobbiamo bere? La risposta classica, e comunque sempre corretta è “almeno un litro e mezzo al giorno, senza considerare la quantità consumata durante i pasti”. Ovviamente il litro e mezzo è da considerare come media, in quanto il fabbisogno può variare in relazione a tantissimi fattori tra i quali l’età, la temperatura e l’intensità dell’attività fisica. Per attività fisica si intendono sia l’attività sportiva che l’attività lavorativa (sedentaria o non, all’aria aperta o in ufficio con aria condizionata, ecc.). In ogni caso non si dovrebbe mai bere meno di un litro d’acqua al giorno al di fuori dei pasti, in estate con le temperature esterne più alte e l’aumento della sudorazione, possono essere necessari anche due litri/due litri e mezzo al fine di mantenere il corretto bilancio idrico dell’organismo.

Cosa si intende per bilancio idrico?

Identificabile anche come stato di idratazione, il bilancio idrico sta ad indicare il rapporto tra acqua ingerita ed acqua escreta. La quantità di acqua ingerita è la somma dell’acqua che beviamo e di quella contenuta negli alimenti che ingeriamo, la frutta e la verdura ad esempio sono, tra gli alimenti, quelli più ricchi in acqua.  L’escrezione dell’acqua avviene principalmente attraverso le urine, meccanismo regolato a livello ormonale prevalentemente dall’ormone antidiuretico, ed in misura minore attraverso la pelle con la sudorazione e la traspirazione.

Il meccanismo della sete è finemente regolato dal cervello nella regione dell’ipotalamo, che invia all’organismo una serie di segnali come ad esempio la secchezza della bocca, per trasmetterci la necessità di introdurre liquidi. Se l’organismo è equilibrato, quando l’acqua eliminata supera quella introdotta insorge lo stimolo della sete, che è uno dei sintomi più importanti che il nostro organismo ci manifesta: sappiamo tutti che l’organismo può sopravvivere per diversi giorni in assenza di cibo, ma non senza acqua.

Il nostro corpo è infatti composto per il 65-70% da acqua. La percentuale è più alta negli uomini che nelle donne, per la maggiore presenza di tessuto muscolare fisiologicamente più ricco in acqua rispetto all’adiposo, più alta nei bambini, dove può arrivare anche al 75%, più bassa invece negli anziani dove è intorno al 50%.

L’acqua all’interno dell’organismo è distribuita in due differenti compartimenti, il compartimento extracellulare, ovvero i liquidi, che ne contengono circa il 30% ed il compartimento intracellulare, ovvero i diversi tessuti, che ne detengono la percentuale maggiore, il 70% circa. In particolare vediamo che i tessuti più ricchi in acqua sono il sangue ed il tessuto muscolare, il tessuto più povero in acqua è invece il tessuto adiposo, infatti i soggetti obesi hanno una percentuale di acqua corporea minore rispetto ai soggetti normopeso, nei quali generalmente è più espressa la massa muscolare e meno rappresentato il tessuto adiposo.

Ma quali sono le funzioni dell’ “alimento” acqua?

Non ha funzione energetica, in quanto priva di calorie, né funzione plastica, in quanto composta solo da idrogeno e da ossigeno. Essa entra in gioco però in tutte le principali reazioni che avvengono nel nostro organismo e che contribuiscono e regolarne l’equilibrio.

Contribuisce infatti alla costruzione di tessuti, in quanto è il veicolo che trasporta le molecole necessarie; ha una funzione depurativa, in quanto è attraverso di essa che l’organismo, tramite le urine e il sudore, elimina scorie e tossine. L’acqua è importante nella digestione, in quanto necessaria per diluire e facilitare il transito nel sistema digerente degli alimenti introdotti. Essa è inoltre  il principale regolatore della temperatura corporea.

Come già accennato in precedenza, sono le cellule nervose, interpretando una serie di segnali provenienti da tutto l’organismo, a lanciare il segnale della sete e quindi a trasmettere lo stimolo di bere. Normalmente il primo “sintomo” della sete è una sensazione di secchezza della bocca, ma non tutti hanno la stessa percezione. Ad esempio l’invecchiamento porta all’alterazione del meccanismo della sete, per cui spesso gli anziani, anche se sono disidratati, non sentono il bisogno di bere.

Il senso di sete è inoltre tarato anche sulle abitudini personali, spesso infatti le persone che bevono poco sentono sempre meno il bisogno di farlo, perché l’organismo si abitua a quello stato di idratazione, che invece non è corretto. Una scarsa idratazione può manifestarsi anche con altri sintomi, che spesso passano inosservati o si attribuiscono ad altre cause, quali ad esempio cefalee, secchezza della pelle e delle mucose, crampi, o scarsa resistenza al calore. Spesso è sorprendente quanto, solo abituandosi ad ingerire una adeguata quantità di liquidi, tutte queste fastidiose sensazioni tendano a scomparire.

Non si può però passare improvvisamente da un bicchiere d’acqua a un litro e mezzo al giorno. Occorre “rieducare” gradualmente l’organismo, cominciando magari con una bottiglietta da mezzo litro fino ad arrivare (in una settimana/dieci giorni) a un litro/un litro e mezzo, poi sarà l’organismo stesso a richiedere acqua perché abituato a quel nuovo stato di idratazione, questa volta corretto.

Non dimentichiamo inoltre che i benefici di una corretta idratazione si manifestano anche a livello estetico, andando a contrastare la ritenzione idrica, responsabile di molti inestetismi della pelle (classica pelle a “buccia d’arancia!). In una situazione nella quale l’apporto di acqua è carente l’organismo tende infatti a trattenere i liquidi presenti a livello sottocutaneo e di conseguenza non riesce a depurare correttamente l’organismo da scorie e tossine; al contrario con una corretta assunzione di acqua l’organismo si disintossica e la pelle appare più tonica, liscia e luminosa.

Ma quale acqua scegliere?

La pubblicità ci propone quella con la particella di sodio solitaria, l’acqua “che elimina l’acqua”, l’ “acqua della salute” che fa fare tanta “plin plin”, ecc.

L’acqua è comunque acqua. Se avete una buona acqua potabile, potete bere tranquillamente quella del vostro rubinetto. Per le minerali, scegliete in generale quelle con residuo fisso basso e povere di sodio, favoriscono la diuresi e di conseguenza la disintossicazione dell’organismo, perché favoriscono l’eliminazione di scorie e tossine. Per gli sportivi, durante l’allenamento, meglio un’acqua ricca di sali minerali. Per chi soffre di calcoli renali meglio invece un’acqua povera di sali minerali mentre chi è a rischio osteoporosi, ad esempio la donna in fase di menopausa, dovrebbe scegliere un’acqua ricca in calcio. In ogni caso l’acqua non può sostituire una terapia, ma la buona abitudine a bere nell’ambito di una alimentazione variata ed equilibrata, ricca in frutta e verdura, può sicuramente aiutare a prevenire tanti piccoli disturbi ed inestetismi.

Spesso anche la difficoltà a scendere di peso può essere dovuta ad una scarsa idratazione!

Quindi non facciamoci mai mancare una bottiglietta d’acqua in borsa o sulla scrivania dell’ufficio, ogni momento della giornata è buono per idratare il nostro organismo!

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