Avocado: sensualità e mistero

Il post di oggi prende vita al ritmo della musica mariachi, genere messicano divenuto icona della cultura di questa Nazione. Parte dal Messico perché è la terra natìa dell’avocado, frutto il cui nome deriva dallo spagnolo “aguacate“, discendente a sua volta dall’atzeco “ahuacati“, parola usata per indicare il “testicolo”, associazione causata dal fatto che il nostro protagonista di oggi cresce a coppie.

L’avocado è un frutto il cui peso può variare dai 100 ai 1000 grammi, la sua forma ricorda vagamente quella di una pera o di una melanzana e, per quanto riguarda i valori nutrizionali, è un alimento ipercalorico, dall’alto contenuto di potassio e magnesio e ricco di acido folico, essenziale per le donne incinta.

A causa della sua forma, la carica sensuale che veniva attribuita all’avocado in antichità era talmente forte da vietare addirittura alle giovani donne di passeggiare all’aperto durante i periodi di raccolta.

Oggi, l’avocado è un frutto che si adatta alle tavole di tutto il mondo, dall’Ecuador alle Filippine, dal Brasile alla California.

Basti citare due feste in onore di questo polposo e prelibato alimento: una si svolge nella sua madrepatria Messico e prende il nome di “Feria del aguacate”, una grande manifestazione dal caldo sapor di avocado che viene celebrata per tre settimane a cavallo tra Novembre e Dicembre e l’altra è l’ottobrino “California Avocado Festival”, che ha luogo nella città di Carpinteria, in California.

L’avocado è divenuto famoso in tutto il mondo anche grazie a una famosa salsa, il guacamole, la cui origine risale proprio al tempo degli Atzechi e che ritroviamo anche in una famosa pagina della raccolta di racconti “Sotto il sole del giaguaro”, del maestro Italo Calvino:

“C’era una sfida nell’aria, in quest’aria secca e fine di duemila metri : l’antica sfida tra le civiltà d’America e di Spagna nell’arte di incantare i sensi con seduzioni allucinanti, e dall’architettura questa sfida s’estendeva alla cucina, dove le due civiltà s’erano fuse, o forse dove quella dei vinti aveva trionfato, forte dei condimenti nati dal sottosuolo. […] Nel menù della cena non trovammo chiles en nogada […], bensì guacamole ( cioè una purée di avocado e cipolla da tirar su con le tortillas croccanti che si spezzano in tante schegge e s’intingono come cucchiai nella crema densa: la pingue morbidezza dell’aguacate – il frutto nazionale messicano diffuso per il mondo sotto il nome storpiato di avocado – accompagnata e sottolineata dall’asciuttezza angolosa della tortilla, che può avere a sua volta tanti sapori facendo finta di non averne nessuno ) […]”

Se gustiamo a pieno le parole di Calvino, possiamo quasi arrivare a sentire la sensazione del guacamole sulla lingua, di un guacamole gustato tra le tinte forti e passionali tipiche dei Paesi dell’America centro-meridionale.

Ed è su questa immagine calda e passionale che salutiamo il protagonista di oggi, sensuale frutto di Paesi di misteriosa memoria.

Chiara Volonte

Sono Chiara, laureanda in Lettere Moderne e adoro scrivere. Sono nata il primo Aprile e credo sia anche per questo che in quel che vivo spesso trapeli l’essenza del mio essere “scherzo della Natura”. Sogno una vita costellata da rapporti umani. Neofita del web, imparo volta per volta i misteriosi vocaboli di questo nuovo linguaggio. volontechia@gmail.com

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